Cinque edizioni, quattro serate di gare e decine di squadre coinvolte. Il Torneo di Beach Volley organizzato da Avis Bagnolo si conferma uno degli appuntamenti più partecipati della Festa dello Sport della Virtus, capace di trasformare una competizione sportiva in un’occasione di incontro per l’intera comunità.
Anche quest’anno il torneo ha registrato una grande partecipazione, con tante squadre che si sono affrontate in un clima di entusiasmo, correttezza e divertimento. A conquistare il primo posto è stato il Sindaco’s Team, seguito dai Donatori di Dolori e dai Miss my Ace, protagonisti di un’edizione combattuta fino all’ultimo punto.
Un ringraziamento particolare va però a tutte le squadre che hanno scelto di mettersi in gioco. Sono proprio la loro presenza e il loro entusiasmo a dare valore all’iniziativa, che negli anni è diventata molto più di un semplice torneo estivo.
Per il secondo anno consecutivo non è mancato il FantaAVIS, nato per coinvolgere ancora di più partecipanti e pubblico. Un’idea che continua a riscuotere successo e che quest’anno ha visto trionfare le “Sanguisughe a fin di bene”, a conferma di come anche il divertimento possa diventare uno strumento per creare partecipazione.
Dietro a tutto questo c’è il lavoro di tanti volontari e la collaborazione con la Virtus, che all’interno della Festa dello Sport continua a offrire uno spazio prezioso alle associazioni del territorio. È proprio questa collaborazione a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.
Troppo spesso si pensa ad AVIS esclusivamente come all’associazione che raccoglie sangue e promuove la donazione. È certamente la sua missione fondamentale, ma sarebbe riduttivo fermarsi qui.
La donazione non nasce per caso. Nasce dove esistono fiducia, relazioni, senso di appartenenza e partecipazione. Nasce in una comunità viva.
Per questo un torneo di beach volley, una festa di paese o un momento di aggregazione non sono attività accessorie rispetto alla missione di AVIS. Ne rappresentano, al contrario, una parte essenziale. Perché costruire una comunità più unita significa anche creare le condizioni affinché sempre più persone scelgano di dedicare un po’ di sé agli altri, attraverso il volontariato e attraverso il dono.
Le associazioni non dovrebbero limitarsi a organizzare eventi, ma contribuire a tenere insieme il tessuto sociale di un territorio, facendo rete, collaborando e creando occasioni di incontro autentiche. In un tempo in cui l’individualismo rischia di prevalere e la partecipazione alla vita collettiva sembra affievolirsi, queste esperienze assumono un valore ancora più importante.
Il successo di questa quinta edizione dimostra che la strada è quella giusta. Quando le associazioni collaborano, quando i volontari mettono a disposizione tempo e competenze e quando tante persone scelgono di partecipare, il risultato non è soltanto una manifestazione ben riuscita. È una comunità che cresce.
Ed è forse questa la sfida più importante per AVIS oggi: non essere soltanto l’associazione del dono del sangue, ma diventare sempre di più un luogo capace di generare relazioni, coinvolgere le nuove generazioni, creare legami e rafforzare quel senso di comunità senza il quale anche il gesto della donazione rischia di perdere la propria forza culturale. Perché il sangue si dona in pochi minuti. La cultura del dono, invece, si costruisce ogni giorno, insieme
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